film di nozze juma magazine

Film & Filmini di Nozze

IN CAMPANIA È NATO IL FESTIVAL INTERNAZIONALE PER CORTOMETRAGGI
DEDICATI AI MATRIMONI.

MA IL CINEMA È SEMPRE STATO ISPIRATO DA QUESTO TEMA,
SOPRATTUTTO PER RIDERE E SOGNARE.

Non sarà la Mostra del Cinema di Venezia, ma senz’altro nel suo piccolo è stata una grande novità: il “Calitri Sponz Film Fest”, ideato e diretto da Vinicio Capossela. Il festival dedicato ai film sul matrimonio è andato in scena alla fine d’agosto nella cittadina irpina dove sono nati i genitori del compositore, musicista e scrittore, ribattezzata “il paese dello sposalizio”.

“Un tempo – racconta Capossela – anziché un pomeriggio di ingessamento, erano tre giorni di sponzamento. Sponzare si dice in dialetto del baccalà, quando lo si mette ad ammollare, o di un legno, quando lo si rende fradicio. Perdere la rigidità e inzupparsi, imbeversi di musica, di banchetto, di racconto”.

Ventisette i film arrivati al concorso internazionale per cortometraggi dedicati ai matrimoni e sposalizi, provenienti da tutto il mondo, in cui il tema del matrimonio è stato trattato con ironia, intelligenza e passione. Una passerella straordinaria anche per alcune pietre miliari del cinema che hanno raccontato gioie e dolori legate al grande passo. Primo tra tutti “Matrimonio all’Italiana”, grande film restaurato in occasione del suo cinquantesimo compleanno. Era il 1964 quando Vittorio De Sica si ispirò alla Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, affidando i ruoli dei protagonisti a Marcello Mastroianni e Sophia Loren (Filumena madre di tre figli, e da molti anni serva e concubina di Domenico Soriano, vuole farsi sposare. Ci riesce fi ngendosi morente. Ma non è tutto così semplice…). Grande ribalta al Calitri Sponz Film Fest anche per i filmini amatoriali proiettati e musicati dal vivo dalla Banda della Posta, formazione con cui Vinicio Capossela ha registrato lo scorso anno il Primo disco strumentale completamente dedicato alla musica da sposalizio in uso a Calitri.

Quello che era nato come semplice documentario, in un grande festival ci è finito davvero, entrando quasi d’ufficio all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, fuori concorso: “Io sto con la sposa” di Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry (il poeta siriano rifugiato a Milano) e Antonio Auguliaro. E’ una storia vera creata per aiutare un gruppo di migranti fuggiti dalla guerra in Siria per andare in Svezia e passati attraverso l’Italia, con l’immancabile naufragio a Lampedusa. La pazza idea che sta alla base è stata quella di organizzare un fi nto corteo di nozze da Milano alla Svezia: chi avrebbe potuto chiedere i documenti ad un matrimonio?

Nato come documentario, il film è costato neanche 100 mila euro raccolti dal basso con il crowdfunding, ovvero l’aiuto di 2600 donatori, dall’Arabia Saudita all’Australia, dall’Egitto a Israele, dall’Italia agli Stati Uniti. Il film è una sorta di manifesto sulla libera circolazione degli uomini, come lo ha definito Del Grande che da tempo raccoglie testimonianze dagli sbarchi (20 mila morti
nel Mare Mediterraneo in 20 anni). “Vogliamo credere – ha dichiarato – che esista una comunità di persone, in Europa e nel Mediterraneo, che come noi sognano che un giorno questo mare
smetta di ingoiare le vite dei suoi viaggiatori e torni ad essere un mare di pace, un mare dove tutti siano liberi di viaggiare e dove nessuno divida più gli uomini e le donne in legali e illegali”.

film e filmini di nozze juma magazinePrima di questo, impegnatissimo, un altro film dedicato ai matrimoni era passato per la Mostra di Venezia nel 2012: “Nozze d’agosto” (Hollywood a Molfetta) di Andrea Parena, un documentario girato in Puglia ma anche a New York, che racconta con sorprendente ironia la spettacolarità del rituale del matrimonio nel sud Italia, attraverso un gruppo di “quattro professionisti delle feste
di nozze”: un fotografo, un deejay/vocalist, un musicista ed un dj/ideatore del MatriMovie. Il filmino del matrimonio è qualcosa che resta nel tempo, se è ben fatto è non un’accozzaglia di immagini traballanti girate con minuscole telecamere amatoriali o con il telefonino. Questo purtroppo accade spesso, sottovalutando l’utilizzo che del film si farà negli anni. Magari non lo riguarderai all’infinito, ma si dice che ogni tanto vada rispolverato proprio per rinfrescare o comprendere meglio ciò che ci si è promesso allora, rivivendone le emozioni. Non ci si stanca mai, invece, di riguardare quei film ispirati al matrimonio che ci hanno fatto ridere di gusto. La mente corre subito al dissacrante “Quattro matrimoni e un funerale” con Hugh Grant diventato il primo film britannico per incassi al botteghino nella storia del cinema, con un ricavo di 244 milioni di dollari. Memorabile la scena in cui il favoloso Rowan Atkinson (Mr. Bean) nei panni di un imbranato prete amico di famiglia, al suo primo matrimonio benedice gli sposi nel nome del Padre, del Figlio e dello Spiritoso Santo!
Esilarante anche il prete di “Viaggi di nozze”, interpretato da Carlo Verdone che in questo film veste i panni di tre sposi. Su tutti spicca Raniero Cotti Borroni, simile al Furio di Bianco rosso e Verdone, ma se possibile ancora più cinico ed egoista.
Si ride di gusto anche con “Il mio grosso grasso matrimonio greco”. Racconta la favola di Tula, una ragazza figlia di una famiglia greca dalle solide tradizioni, immigrata a Chicago, che cerca di emanciparsi dalle convenzioni opprimenti e dalle usanze kitsch della sua chiassosa e strampalata famiglia. Certamente non convenzionale e divertentissimo è “In & Out”, commedia datata di Frank Oz, che affronta il tema dell’omosessualità in modo esilarante. Con lo sposo che confessa di essere gay alla sua fidanzata (diventata bella e magra per le nozze) proprio davanti all’altare.
Ne “Il matrimonio del mio migliore amico”, una bravissima Julia Roberts interpreta una giornalista disposta a tutto per impedire il matrimonio del suo amico-collega alla vigilia delle nozze, quando scopre che è lui il suo vero amore. Attualissimo è “Prima o poi mi sposo” con Jennifer Lopez che ci ha fatto conoscere, parecchi anni fa, la figura della wedding planner. Questa volta è lei ad innamorarsi di un cliente a cui sta organizzando il matrimonio. Sulla scia anche “27 volte in bianco” con Jane che è stata damigella d’onore in ben 27 matrimoni. Ora è la volta di farlo per sua sorella Tess: peccato che lo sposo sia l’uomo di cui Jane è perdutamente e segretamente innamorata.film e filmini di nozze juma magazine
Ma sono davvero un’infinità i film ispirati ai matrimoni, tra commedie che fanno sorridere ma anche pensare, come “Moonson Wedding” di Mira Nair, matrimonio combinato a Nuova Dehli, con le sue atmosfere orientali, il ritmo coinvolgente delle musiche, le danze, i sapori speziati, i colori sgargianti. Uno straordinario Robin Williams è invece il parroco protagonista di “Licenza di Matrimonio” dove una giovane coppia è alle prese con un particolare corso prematrimoniale che riuscirà a rompere gli equilibri del loro rapporto, fornendo poi gli spunti per riflettere sulle profonde motivazioni che li hanno portati a volersi sposare. E fa pensare anche “Il giorno più bello”, film italiano di Massimo Cappelli, che racconta come un matrimonio all’insegna della semplicità possa trasformarsi in breve in un incubo per la tempesta incrociata di consigli di amici e famiglia.
Poi ci sono pellicole particolarissime, come “La sposa cadavere” di Tim Burton, piccolo capolavoro visionario di animazione, dall’atmosfera gotica e fiabesca. E a questo proposito, ispirato ad un film di animazione della Pixar, “Up” (due Premi Oscar nel 2010 come miglior film d’animazione e migliore colonna sonora) è invece il ricordo di una storia d’amore autentica, che dura da ben 61 anni: Dorothy e Donald Luz di Boston (Nina e Gramps) hanno solo una foto del loro matrimonio, perché quel giorno il fotografo se ne andò. La nipote ha pensato di regalare loro un servizio straordinario. Il loro regalo di Natale. Dotothy e Donald come i deliziosi vecchietti innamorati di Up, in carne, ossa e palloncini colorati.


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