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Il Sì fra Bon Ton, Tradizioni e Scaramanzie

SE LA MADRE DELLA SPOSA NON PORTA IL CAPPELLO,
NESSUNO POTRÀ INDOSSARE QUELL’ACCESSORIO.
NIENTE VELO LUNGO SE NON CI SONO PAGGETTI E DAMIGELLE…

Cominciamo dalla regola del “qualcosa di…”. Indossare qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio e qualcosa di blu. Ma anche una cosa regalata e una prestata. E’ forse la prima tra le tradizioni che si tramandano di sposa in sposa, piccoli dettagli che si dice portino bene.

Blu: di solito è un nastrino inserito nella giarrettiera indossata sotto l’abito. Blu perché in passato era il colore associato alla purezza e alla sincerità (anticamente le spose vestivano di questo colore). La sposa porterà con sé qualcosa di vecchio a simboleggiare il suo passato, in modo da non poterlo mai dimenticare. Qualcosa di prestato, che in genere viene da una persona molto vicina alla sposa e sarà il simbolo di vicinanza in un delicato momento di passaggio dal vecchio al nuovo. Così come l’oggetto regalato, simbolo dell’affetto che le persone vicine alla sposa provano per lei. Indossare qualcosa di nuovo rappresenta invece la nuova vita che attende la sposa.
Secondo la tradizione il bouquet è l’ultimo omaggio dello sposo come fidanzato. Lo deve comprare e farlo recapitare al mattino a casa della sposa; in realtà sempre più spesso è la sposa a sceglierlo perché deve abbinarlo all’abito.
Che si creda o meno alla scaramanzia, questi piccoli rituali sono anche simpatici e tutto sommato…perché sfidare la sorte?!
Altre usanze vengono più o meno rispettate con il sorriso: ad esempio il futuro marito non deve assolutamente vedere l’abito della sposa prima del matrimonio. In teoria nemmeno la sposa potrebbe guardarsi allo specchio prima del sì: tuttalpiù, per farlo, dovrebbe togliersi qualcosa: un guanto, una scarpa, un orecchino… E per dirla proprio tutta gli sposi non si dovrebbero né vedere né parlare prima della cerimonia, a partire dalla mezzanotte del giorno prima.
Irrinunciabile, tra tutti i riti della tradizione, è il lancio del riso (ma anche petali di rosa) all’uscita degli sposi dalla Chiesa: è considerato un augurio di ricchezza e felicità. Così come sopravvive il lancio del bouquet a fine cerimonia. La sposa lo lancia alle sue spalle verso un gruppo di ragazze nubili e chi riuscirà ad afferrarlo si sposerà entro l’anno.
Anche il lancio della giarrettiera riprende un’antica usanza del XIV secolo: si pensava che ottenere un pezzo dell’abito della sposa portasse bene. Oggi si ripiega sui piccoli accessori come la giarrettiera che dovrebbe essere sfilata dallo sposo e lanciata ad uno degli ospiti. Sposo che in alcune regioni vede sacrificata la sua cravatta, tagliata in piccoli pezzi e distribuita tra gli uomini invitati in cambio di un piccolo contributo in denaro per gli sposi.

juma magazine lancio del bouquetL’usanza, considerata ormai cattiva abitudine, di suonare il clacson durante il corteo nuziale non è nata, come molti pensano, per attirare l’attenzione della gente, ma è legata invece dalla convinzione che in questo modo si possano mettere in fuga gli spiriti maligni.
Superstizioni o meno, ci sono tanti piccoli riti legati al matrimonio, spesso divertenti, alle volte invece discutibili. Se i classici barattoli attaccati dietro l’auto degli sposi ormai sono cosa passata, in compenso si continuano a notare, all’uscita della chiesa, auto completamento fasciate con la carta igienica o imbottite di palloncini colorati. C’è chi ha utilizzato persino le trombe da stadio per accogliere gli sposi all’uscita della chiesa!
In genere sono soprese che gli sposi sanno di trovare anche al loro rientro a casa. L’amico fidato avrà riempito la camera di palloncini o ancora con chilometri di carta igienica srotolata, oppure avrà rifatto loro il letto matrimoniale con il classico “sacco” militare. Tra passaparola, siti e blog, le idee per rendere un matrimonio scherzoso non mancano di certo: dalla finta torta fatta rotolare
per terra con la complicità del pasticcere, ai soldi raccolti per gli sposi dagli amici, tutti in monetine e consegnati con un carriola.
Ma forse non tutti amano i matrimoni sopra le righe, per questo sarebbe bene che gli sposi ne parlassero prima con i loro amici più stretti, se vogliono evitare coccarde, clacson, tagli di cravatte e cori da stadio, come il classico “Ba-cio, ba-cio, ba-cio”! Le nozze goliardiche non piacciono a tutti, certamente sono bandite dal Galateo che si è rinnovato anche su questo fronte.

TANTO PER NON SBAGLIARE

Per quanto riguarda il colore dell’abito, la regola vuole che l’invitata non indossi un vestito completamente bianco o completamente nero. Nel primo caso perché di bianco deve essere vestita solo la sposa, mentre il nero è più associato a un funerale. Tuttavia capita sempre più spesso che le invitate indossino l’abito scuro nei matrimoni che prevedono il ricevimento serale. Black and white, invece, si può fare. Da evitare senza dubbio le scollature eccessive, gli abiti esageratamente corti e ogni look eccentrico o troppo sexy, soprattutto nel caso della mamma della sposa. Se l’abito è senza maniche ricordate che in chiesa sarà meglio coprire le spalle con una stola o un foulard.

L’abito lungo in genere non si usa, a meno che la cerimonia e il ricevimento serale siano particolarmente eleganti. I colori ideali sono quelli nei toni pastello o leggere fantasie. Meglio evitare il rosso, troppo chiassoso.
Sì al cappello, ma non esagerato e solo se la mamma della sposa deciderà di indossarlo.
Tenete presente, però, che nel caso decideste di portarlo, sareste obbligate a tenerlo in testa fino alla fine del ricevimento! Il bon ton consiglierebbe di indossare le calze, dato che ce ne sono di estive, leggere… Ma la tendenza è quella di soprassedere su questo punto, soprattutto se il matrimonio è in piena estate. E anche la sposa spesso sceglie di indossare i sandali senza calze…
Ma ricordate: il sandalo si indossa a piede nudo, una decolleté elegante non va mai indossata senza.
Per gli uomini i punti di riferimento per la scelta dell’abito sono i papà degli sposi, in particolare quello della sposa. Se porta il tight (e lo saprete prima) anche i testimoni e i parenti maschi più vicini lo indosseranno.
L’uso del tight dopo le sei del pomeriggio è considerato un grave errore di stile, anche se spesso viene ignorato. Tutti gli altri indosseranno un abito elegante, preferibilmente scuro, evitando qualsiasi tipo di eccesso.
Non tutti sanno che con l’abito da sposa è assolutamente vietato il velo lungo, se per la cerimonia non ci sono al seguito dei paggetti o delle damigelle. Al Sud il velo della sposa per tradizione è lungo tanto quanto lo sono stati gli anni di fidanzamento. Ad ogni anno corrisponde un metro…
L’abito lungo per le spose che celebrano il matrimonio in Comune è ammesso, ma con qualche limite: dovrà essere di linea sobria e senza velo fino ai piedi.

La sposa potrà indossare gioielli solo se semplici, con perle e diamanti. Dopo la cerimonia potrà infilare nuovamente l’anello di fidanzamento e il monile regalato dai suoceri.

In chiesa, durante il rito, non può indossare i guanti che andranno sfilati e appoggiati sull’inginocchiatoio di fianco al bouquet. Allo stesso modo lo sposo non dovrà indossare il cilindro e i guanti durante la cerimonia. Dovrà tenerli in mano. Una volta usciti dalla chiesa gli sposi dovranno salutare tutti gli invitati.

È CONSIGLIATO ANCHE…

Non scegliere una location o un ristorante troppo lontani. Spesso i parenti hanno già macinato parecchi chilometri per partecipare alla cerimonia. Allegate una mappa alle partecipazioni se le location scelte non sono molto conosciute, per non perdere parenti per la strada!juma magazine pranzo di nozze
Non far aspettare per lungo tempo l’arrivo degli sposi “sequestrati” dal fotografo per il servizio. Di conseguenza mettersi a tavola tardissimo. Oggi, però, si cerca di organizzare lunghi aperitivi con intrattenimento, proprio per rendere l’attesa un momento comunque piacevole. Sarebbe bene che fossero gli sposi ad aprire il buffet per poi dedicarsi al servizio fotografi co.
Sarà la mamma della sposa a ricevere intanto gli ospiti.
Non prevedere pranzi pantagruelici. Cercate di scegliere un menù che comprenda un paio di primi e un unico secondo con contorno. Tanto più che il pranzo arriva spesso dopo l’antipasto a buffet, che già da solo sazia gli ospiti e che alla fine ci sarà un buffet di frutta e dolci.
Intrattenere gli ospiti con musica e momenti di ballo potrebbe essere un modo per sollevarli dalle lunghe ore seduti e un po’ di movimento non guasta tra una portata e l’altra.
Durante il ricevimento passate tra i tavoli e scambiate due parole con tutti. Quando gli ospiti cominciano ad andarsene salutate e ringraziate, mentre la sposa dovrà distribuire le bomboniere.
A questo proposito: i confetti nelle bomboniere e nei sacchettini dovrebbero sempre essere dispari, di numero indivisibile come il matrimonio. E poiché cinque sono le qualità che non dovrebbero mai mancare nella vita degli sposi, ovvero salute, ricchezza, felicità, lunga vita, fertilità e spiritualità, il numero di confetti ideale è questo.
Anche se vi annoiate a morte, questo vale per gli invitati, ovviamente, non usate il cellulare. E non tenetelo accanto al tovagliolo!
In teoria la sistemazione degli ospiti dovrebbe essere ben ponderata, perché trovarsi seduti ad un tavolo dove non si conosce nessuno non è considerato piacevole, anche se spesso si mescolano gli invitati proprio per favorire la reciproca conoscenza. Soprattutto sarebbe preferibile evitare di sistemare gli amici vicino ad anziani parenti o di dividere le coppie.
Per andare sul sicuro, basterebbe pensare alle cose che si sono gradite di meno nei matrimoni ai quali si è stati invitati. Aggiungete solo un pizzico di buon senso, un po’ di gusto personale perché è la vostra festa e tutto andrà per il meglio!


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