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luciano famengo abiti matrimonio

La mia seconda casa, Cà dei Sarti

Dall’edilizia alla costruzione di abiti su misura. Così comincia la storia di Luciano
Famengo, da 25 anni alla guida di una prestigiosa azienda che confeziona vestiti
da uomo per le grandi occasioni.

“La mia è una storia certamente strana, perché sono arrivato a fare questo lavoro…per caso! Sono un perito termotecnico, perciò fino all’88 mi occupavo di un settore completamente diverso, legato alle costruzioni. Complice di questa scelta che mi ha cambiato la vita è stata mia moglie Antonella, che all’epoca era camiciaia. Ed è proprio vero che dalle situazioni di difficoltà possono nascere nuove opportunità! In quel momento le cose non andavano benissimo per il comparto, nonostante l’azienda avesse già una ventina di dipendenti. Decidemmo allora, insieme, di provare a puntare sui capispalla, cominciando a realizzare giacche e cappotti. Nessuno dei due l’aveva mai fatto prima, ma le cose cominciarono a funzionare e ci specializzammo.

QUELL’OPPORTUNITÀ COLTA AL VOLO

La vera svolta è legata ancora una volta ad una situazione negativa, un’azienda purtroppo fallita. Investimmo allora 60 milioni delle vecchie lire acquistando stoffe e tessuti pregiati. Un amico ci disse: ”Voi confezionate i capi, ci penso io a portarvi i clienti”. E così fu. In breve tempo, l’azienda è cresciuta a tal punto da aver raddoppiato il numero dei dipendenti. Lavoravamo soprattutto per conto terzi. Lo facciamo anche oggi, anche per prestigiosi marchi esteri, ma abbiamo naturalmente anche il nostro marchio, proprio perché lavoriamo a ciclo completo: modellistica, acquisto delle stoffe e confezione. Realizziamo abiti di ogni genere, soprattutto su misura e ci siamo specializzati nei matrimoni quasi naturalmente, grazie al passaparola.

ABITI DA VIVERE

Gli abiti sono certamente lo specchio dei tempi, anche quelli da cerimonia. Non più pensati per una sola giornata, ma utilizzabili in altre occasioni. Magari per il giorno più bello vengono
impreziositi dagli accessori: gilet, spille, bretelle, cravatte e papillon… Sono proprio questi particolari, il più delle volte, a rispecchiare il carattere degli sposi che spesso non sono più giovanissimi. Nel nostro showroom di duecento metri quadrati possono provare alcuni abiti a cui ispirarsi e con i quali sentirsi a proprio agio; poi quel modello diventa il loro. E noi li aiutiamo a rispecchiarsi
in quella scelta, a scegliere il tessuto, il colore, modificando dei particolari. Un paio di prove ed è fatta! In pratica, con il costo di un abito già pronto acquistato in negozio, hanno il loro vestito
su misura. E’ il vantaggio di avere la produzione diretta che fa scendere i prezzi di circa il trenta per cento.

CA’ DEI SARTI E I 7 TIGHT

La nostra storia è costellata di aneddoti che ancora oggi fanno sorridere o ci inorgogliscono. Come quel venerdì sera di qualche anno fa, quando arrivò da noi uno sposo disperato; il giorno seguente era prevista la cerimonia, ma non gli era stato consegnato l’abito. Abbiamo fatto l’impossibile per aiutarlo, modificando fino a notte fonda un vestito che gli era piaciuto. Risolvere quel problema in poco tempo fu una gran cosa. In un’occasione, invece, ci venne commissionato un abito del ‘700 per un matrimonio. Il cliente si presentò con una foto. Cercammo un tessuto damascato in un negozio specializzato a Venezia e il risultato fu ottimo. Stravagante è stato anche il desiderio di un appassionato del celebre cavallino rampante che ha voluto sposarsi in abito rosso Ferrari! E certamente strana fu la anche richiesta di confezionare 7 tight uguali, per lo sposo, i testimoni e altri parenti. Lo dice anche il Galateo che se lo sposo indossa il tight, dovrebbero indossarlo anche i parenti maschi dello sposo e della sposa. Solo che in quel caso lui fu così generoso da regalare l’abito a tutti!

NERO, NO GRAZIE

Eppure il tight, l’abito lungo è una rarità, anche tra gli sposi. Rispetto a tre anni fa, per il settanta per cento, ormai, la scelta ricade sull’abito corto. Noto anche un’altra tendenza, quella di acquistare un paio di vestiti per il giorno del matrimonio: un modello da indossare durante la cerimonia e un altro meno impegnativo per scatenarsi nella festa con amici e parenti. Molti scelgono di giocare con accessori da togliere o mettere a piacere. Quanto al colore, il nero, ormai, è chiesto pochissimo, proprio perché l’abito viene riutilizzato. Anche i gessati si sono fermati o quasi. Piacciono per lo più i tessuti in lana/seta, nei colori blu chiaro, grigio o con microfantasie. Agli sposi io consiglio in ogni caso di vestirsi come si sentono, non con abiti che non sono abituati ad
indossare e con i quali potrebbero essere a disagio”.


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