Questione di Fede

DALLA CLASSICA ALL’OSSOLANA, PASSANDO PER L’ETRUSCA, LA MANTOVANA, L’UNICA…
LA FEDE NUZIALE RAPPRESENTA UN UNICO SIMBOLO, LA FEDELTÀ, MA PUÒ AVERE VOLTI DIVERSI.

C’è chi la porta orgogliosamente al dito, chi la infila nella catenina. E chi la tiene in un cassetto perché, fisicamente, non sopporta nulla. Capita anche questo, nonostante la fede nuziale sia il simbolo importante di un legame che ci si augura possa durare per sempre.
La sua forma, circolare, simboleggia l’unione; non a caso si usa regalare un anello anche per il fidanzamento ufficiale.
Per la verità l’anellus inizialmente veniva usato solo come ornamento per le dita delle mani e in alcune civiltà anche dei piedi. E nel corso dei secoli è stato impiegato anche come simbolo di uno stato sociale o di potere. Nonché come talismano.
Gli Egizi portavano anelli con sigilli raffiguranti scarabei e geroglifici, mentre i Greci indossavano cerchietti d’oro con cammei o incisioni. Addirittura nell’Antica Roma l’uso degli anelli era regolato dalla legge: gli anelli dei cittadini liberi erano d’oro, quelli degli schiavi liberati d’argento e quelli degli schiavi di ferro.
La fede coniugale nacque nella Roma repubblicana (cingulum o vinculum) così come la conosciamo oggi e all’epoca c’era anche l’anello di fidanzamento (anulus pronubus). Le matrone romane sfoggiavano a volte delle fedi nuziali cui era applicata una piccola chiave, segno della loro autorità nella famiglia.
Anche i primi cristiani utilizzarono questi gioielli e ben presto venne adottata l’usanza della consegna di un anello a re e vescovi durante la cerimonia di incoronazione o consacrazione.
Per tradizione, anche oggi, i pontefi ci ricevono il cosiddetto “anello del Pescatore”, raffigurante la barca di San Pietro contornata dal nome del papa. L’anello, utilizzato per sigillare le epistole papali, viene spezzato alla morte del pontefice.
Un bellissimo dipinto del 1504, lo “Sposalizio della Vergine Maria”, del Raffaello, raffigura San Giuseppe mentre dona l’anello nuziale alla sua sposa. Mentre l’abitudine di incidere i nomi degli sposi e la data delle nozze all’interno della vera risale al Settecento.
Un’altra tappa storica importante che riguarda le fedi si registrò più avanti nel tempo: nel 1935 il fascismo organizzò una grande manifestazione nazionale, una raccolta di metalli utili per la causa bellica e le donne si mobilitarono per donare la propria fede nuziale d’oro. In cambio ebbero quella di ferro.

PERCHÉ L’ANULARE SINISTRO?

La fede si indossa generalmente sul dito anulare della mano sinistra (anche se nell’Europa Centro-Orientale ed anche in Spagna, si usa metterla a destra) perché gli antichi Egizi credevano di aver individuato una vena che, partendo dall’anulare sinistro, arrivasse fino al cuore: lungo questa vena pensavano che corressero i sentimenti. Legare l’anulare significa, quindi, garantirsi la fedeltà.
Per l’antica legge ebraica le fedi avevano un’importanza talmente grande che solo lo scambio di questi anelli era sufficiente a rendere legale il matrimonio.
La fede o vera nuziale, come tradizionalmente la intendiamo, è quella classica, tonda e smussata, generalmente in oro giallo. Ma ne esistono in molte varianti:
Francesina, sottile e leggermente bombata. Mantovana, più alta e più piatta e di solito anche più pesante. Etrusca, è piatta e decorata da scritte beneauguranti.
Sarda, è decorata come un pizzo chiacchierino. In Platino, fino a poco tempo fa poco usata, perché costosa. Bicolore, composta da due cerchi intrecciati di oro giallo e bianco.
Tricolore, con tre cerchi intrecciati di oro giallo e bianco. Unica, ha incastonato un diamante. Ossolana, proviene dalla Val d’Ossola riprende l’antica tradizione orafa della zona (un’estesa valle della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola e corrisponde al bacino idrografico del fi ume Toce). Riporta quattro significativi simboli: la stella alpina che raffi gura la purezza, il grano saraceno la prosperità, i nastri intrecciati la perpetuità dell’unione ed infine le mezze sfere, augurio di prolificità.
Ebraica, è in filigrana smaltata con decorazione di perline.
Umbra, ha l’incisione del volto di una donna o di una coppia divisi da un bouquet di fiori. Ma c’è una fede davvero originale che va oltre queste tradizionali, perché sono gli sposi a poterla progettare in ogni dettaglio ed è quella proposta da Unica®. Partecipare alla realizzazione dell’anello diventa un modo per renderlo ancora più importante e piacevole da portare.

BACIATEVI LA FEDE, OGNI GIORNO…

Forse qualcuno ricorda che baciare l’anello del Vescovo o del Papa fa fruire di 50 giorni d’indulgenza. In sostanza fa ottenere il perdono dei peccati così come la confessione, la comunione, la preghiera, ma anche la visita ai cimiteri. Ma probabilmente sono in pochi a sapere o a ricordare che Papa Giovanni XXIII volle regalare una opportunità simile agli sposi cristiani, in modo facile, ma così profondo: legò una “indulgenza speciale” (e parziale) al fatto di baciarsi almeno una volta al giorno reciprocamente l’anello del matrimonio. Un gesto che non sostituisce la preghiera o i sacramenti, ma sottolinea il fatto che le due fedi non sono un semplice ornamento per le mani. Giovanni XXIII disse proprio così:

“E’ necessario che gli sposi scoprano ogni giorno il significato della fede nuziale che portano al dito, la bacino ogni giorno promettendosi entrambi il rispetto, l’onestà dei costumi, la santa pazienza del perdonarsi nelle piccole mancanze, e che guardino a queste fedi che portano quale legame di indissolubilità nella quale i figli che Dio vorrà loro mandare, impareranno a crescere nelle sante virtù che tanto piacciono a Dio e rendono felice Gesù, ma che poi rendono felice la famiglia stessa che saprà così testimoniare come si vive da cristiani e come si è felici di superare insieme ogni giorno le difficoltà della vita…”


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